Il nuovo spazio de La Casa del Lievito: un racconto dal vivo

Scrivere per me è anche un modo di ringraziare. Di restituire qualcosa a chi ha lasciato un segno. Di provare a mettere in ordine momenti che altrimenti resterebbero sospesi — belli, ma già scivolati via.

Sabato 22 giugno 2025 ero a San Marino, nella nuova sede del laboratorio de La Casa del Lievito. Fabio ha voluto, ancora una volta, aprire le porte a chi ha scelto di seguirlo da vicino, di impastare con lui, di far parte di questa cosa che ormai è molto più di un gruppo Facebook.

Per me è stata la seconda volta. C’ero anche nel 2023, all’inaugurazione precedente. Allora ero arrivata da poco, tutto era ancora da scoprire. Questa volta ci sono tornata con maggiore consapevolezza, e con lo stesso senso di gratitudine.

Dal 2021 faccio parte del gruppo. Dal 2023 ho iniziato ad affiancare Fabio nel ruolo di moderatrice, insieme a un gruppo affiatato e presente, con cui condivido ogni giorno domande, idee e gesti di cura. Partecipare di nuovo a un momento come questo non è mai scontato.
E poterlo raccontare è un ulteriore privilegio.

Il 22 giugno è stata una giornata piena. Abbiamo rivisto amici, conosciuto volti nuovi, condiviso impasti, risate, pensieri e anche un bel po’ di stanchezza — quella bella, quella che arriva quando si è fatto qualcosa che vale.
Ci siamo fatte fotografare da Alessandro quando ormai il sudore ci stava giocando contro, ma lui, come sempre, è riuscito a cogliere il meglio. Althea era un vulcano di energia. C’erano Claudia, Franca, Laura, Valentina. C’era Otto. Sara e Mateja, pur non essendo presenti fisicamente, sono state con noi col cuore.

Giovanna e Stefano, amici di Fabio, sono arrivati già il giorno prima e abbiamo avuto modo di condividere con loro anche qualche momento “dietro le quinte”, tra un sorriso e una preparazione.

Fulvio e Angelo hanno portato la pizza in primo piano, come sempre con passione e allegria.
Nino Modica di Don – Il candito siciliano ci ha presentato alcune novità da scoprire e assaporare.
Francesco Pento di IPBAKE ha partecipato portando alcune chicche. Insieme ad altri partner e produttori presenti, ha testimoniato quanto questa community sia riconosciuta anche nel mondo delle aziende che ogni giorno ci forniscono ingredienti, strumenti e soluzioni per impastare al meglio.
La loro presenza, discreta ma significativa, è stata un attestato di stima verso Fabio, verso il gruppo e verso il valore concreto che La Casa del Lievito rappresenta anche per tante realtà italiane, piccole e grandi.

Ma non c’erano solo amici, moderatori, partner.
C’eravate soprattutto voi, le persone che fanno davvero vivere La Casa del Lievito ogni giorno.
Chi ha preso ferie, chi ha guidato per ore, chi ha attraversato mezza Italia in treno.
Essere lì non era scontato per nessuno, eppure lo avete fatto.
E questa è forse la cosa più bella: sapere che qualcuno ha scelto di spostarsi, di prendere tempo per sé, per la propria passione, per far parte di qualcosa.
A voi va il nostro grazie più sentito. Perché senza quella presenza, discreta ma forte, nessuna giornata avrebbe avuto davvero senso.

Tra gli amici che sono passati a trovarci con piacere, anche Giuliano Pediconi, la cui visita è stata assolutamente gradita. E poi Valerio Giorgetti, che ormai è diventato una piccola tradizione: è arrivato il giorno prima dell’inaugurazione, pronto a donarci ancora una volta la sua manualità e il suo tempo per aiutarci a preparare un po’ di Romagna con cui accogliere gli ospiti.
Le sue ciambelle romagnole hanno accompagnato l’inizio della giornata del 22 giugno con il profumo delle cose fatte bene, senza fretta, e con il cuore.

Sono grata di aver potuto essere lì. Di far parte di qualcosa che non è solo crescita, ma anche scambio.
E grata a Fabio, per la fiducia. Raccontare le persone non è mai un gesto neutro: è un modo di prendersene cura. E anche questo, per me, è un piccolo privilegio.

Ecco allora alcune domande che ho voluto fare a Fabio per portare anche sul blog un pezzetto di quella giornata, e per provare a restituire anche a chi non c’era un po’ del senso e dell’energia che abbiamo respirato insieme.

1. Cosa ti ha spinto ad aprire un nuovo laboratorio, più grande, in così poco tempo?

Il vecchio laboratorio era diventato davvero stretto e d’estate le temperature erano quasi insopportabili. Sentivo il bisogno di uno spazio più ampio, dove potermi muovere comodamente quando lavoro da solo e, soprattutto, dove poter svolgere i corsi in presenza senza sentirci compressi come sardine.

Questa esigenza è cresciuta di pari passo con l’interesse sempre maggiore verso i miei corsi di panificazione, sia online che dal vivo. Per offrire un programma ancora più ricco, ho iniziato anche a coinvolgere docenti esterni, specializzati in argomenti che normalmente non tratto direttamente: un valore aggiunto per la community, ma che richiede spazi adeguati e ben organizzati.

Per come sono fatto, però, non bastava solo “un locale più grande”. Ho sempre pensato che il luogo di lavoro debba essere anche bello e confortevole: se l’ambiente ti ispira, tutto fila meglio. Mi viene in mente quella frase: “Scegli un lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita”. Se stai bene, il lavoro pesa la metà.

E poi, sì, ho appena compiuto 58 anni, un’età in cui molti iniziano a pensare alla pensione. Io, invece, ho fatto l’esatto opposto: ho investito in un laboratorio più grande come se ne avessi 25. Solo dopo il trasloco mi sono chiesto: «Fabio, sei sicuro che sia la mossa giusta alla tua età?» 😂😂😂

La risposta è arrivata da sola: se una scelta ti fa stare bene, allora è la scelta giusta.

2. Cosa hai imparato da questo percorso, dall’inaugurazione del 2023 a oggi?

Il 2023 è stato un anno di grande cambiamento: sono passato dal mio piccolo laboratorio di 12 metri quadrati a uno spazio quattro volte più grande, rendendo molto più agevole lo svolgimento dei corsi.

Ho imparato che la visione che abbiamo del futuro può cambiare in modo inatteso. Quando sono entrato nel vecchio laboratorio mi sembrava perfetto e non avrei mai pensato di sostituirlo così presto, eppure eccomi qui con un nuovo spazio ancora più grande e nuove prospettive.

In questo percorso sono cresciuto molto, sia professionalmente che a livello personale. Le mie competenze si sono rafforzate, così come le mie capacità di insegnamento, e questo non lo dico io ma le tante persone che mi seguono con affetto.

Anche il sito che affianca la mia attività ha fatto un bel salto di qualità: oggi ospita aree riservate per gli utenti, le registrazioni dei corsi consultabili in streaming on demand, il rilascio automatico degli attestati di partecipazione, diverse utility che aiutano nel calcolo degli ingredienti o dei rinfreschi del lievito madre, e questo blog, dove condividiamo articoli sul mondo del pane, della pizza, del lievito madre e dei grandi lievitati, oltre a tutorial pratici e aneddoti curiosi nati all’interno del nostro gruppo Facebook.

3. C’è stato un momento, durante la giornata del 22 giugno, in cui ti sei sentito particolarmente felice?

Alle 9:05, quando sono cominciate ad arrivare le prime persone 😂😂😂

Dopo mesi trascorsi ad allestire il nuovo laboratorio e giorni di preparativi per l’inaugurazione, alle 9:00 in punto non si vedeva anima viva e mi è balenato il pensiero: “Non è che si sono messi tutti d’accordo per farmi il bidone?” 😂😂😂

Invece, pochi minuti dopo, la sala ha iniziato a riempirsi di amici e appassionati, venuti anche da molto lontano, e lì mi sono sentito davvero felice: vedere di persona l’affetto di chi mi segue è stato impagabile.

4. Cosa rappresenta per te La Casa del Lievito oggi?

Ho sempre lavorato come imprenditore, inizialmente in altri settori, ma la passione per la cucina e, in particolare, per la panificazione mi accompagna da tanti anni. Tutte le attività che ho avviato nella mia vita sono nate da una passione che, col tempo, si è trasformata in una professione.

La Casa del Lievito rappresenta proprio questo: l’evoluzione naturale di un interesse nato nel 2000, che oggi è diventato il mio lavoro. Un sogno che si è concretizzato in poco tempo, ma con tanto impegno e dedizione.

Sono molto orgoglioso della community che si è creata nel tempo, anche grazie al contributo prezioso delle moderatrici del gruppo Facebook “La Casa del Lievito”, che oggi conta quasi 76.000 appassionati di pane, pizza, grandi lievitati e lievito madre.

Mi rende felice sapere che tante persone mi seguono non solo per i corsi di panificazione online, ma anche per iniziative solidali come quelle organizzate negli ultimi due anni a favore della Lega del Filo d’Oro e di Dynamo Camp, due realtà che sostengono persone con gravi disabilità. Voglio ricordare che, attraverso la nostra community, in soli due anni siamo riusciti a raccogliere quasi 90.000 euro in donazioni.

Per me è importante restituire almeno una parte di tutto questo affetto, e lo faccio offrendo contenuti gratuiti e accessibili a tutti: ricette, dispense dettagliate, eventi sul mondo del pane e della pizza, e corsi online gratuiti.

5. Hai un desiderio o un sogno per il futuro di questo progetto?

Più che un solo desiderio, ne ho diversi. Prima di tutto, vorrei che lo spirito di armonia e collaborazione che si respira oggi nella community restasse intatto, anzi, che crescesse insieme a noi. Sogno un luogo, sia fisico che digitale, dove chi ama impastare possa sentirsi a casa, condividere le proprie esperienze senza timore di essere giudicato e trovare sempre qualcuno pronto a dare una mano.

Vorrei continuare con i corsi online in diretta, affiancandoli ad altri registrati in più lingue, così che chiunque, ovunque si trovi, possa seguire le lezioni quando vuole e senza barriere linguistiche.
Mi piacerebbe collaborare con personaggi internazionali capaci di portare nuove prospettive e ispirazione al nostro progetto, arricchendolo con le loro competenze ed esperienze.
E desidero che la nostra passione continui a tradursi in qualcosa di concreto anche sul piano umano: nuove raccolte fondi, iniziative solidali, e la possibilità di organizzare incontri aperti a tutti, pensati in particolare per chi vive situazioni difficili, come disabilità o esperienze di vita complicate, offrendo anche a loro uno spazio di condivisione e rinascita.

Se riusciremo a far crescere tutto questo senza perdere lo spirito genuino che ci contraddistingue, allora sì, il sogno sarà davvero realizzato.

6. Se potessi ringraziare una persona in particolare per come sei oggi, chi sarebbe e perché?

Tante persone hanno contribuito a fare di me quello che sono oggi. Da quando, una decina di anni fa, ho iniziato a frequentare con costanza il mondo della panificazione, ho incontrato tantissime persone che, nel bene o nel male, mi hanno lasciato qualcosa, insegnandomi, ispirandomi o anche semplicemente mettendomi alla prova.

Ma se dovessi ringraziare una persona in particolare, non avrei dubbi: mia moglie Sandra. È sempre stata al mio fianco, ha appoggiato ogni mia decisione, anche quelle più impulsive o incoscienti, ed è stata fondamentale quando ho scelto di trasformare la mia passione per la panificazione nella mia professione. Senza il suo sostegno, probabilmente, oggi La Casa del Lievito non esisterebbe.

7. C’è un momento difficile, in questo percorso, che oggi guardi con gratitudine perché ti ha insegnato qualcosa?

Sì, il passaggio da amatore a professionista della panificazione.

Da anni avevo un seguito importante sui social e in tanti mi vedevano come una persona competente e appassionata. Collaboravo spesso con altri docenti, organizzavo corsi e facevo da assistente per molti di loro. Ma quando ho deciso di trasformare la mia passione in una vera e propria professione, qualcosa è cambiato: ho ricevuto critiche proprio da alcuni di quei “colleghi” che prima mi lodavano.

Credo che per alcuni sia stato difficile accettare di vedermi diventare un potenziale concorrente, soprattutto considerando il seguito che nel frattempo avevo costruito. È stato un periodo impegnativo, perché certe delusioni fanno male, soprattutto quando arrivano da chi pensavi fosse dalla tua parte.

Ma oggi guardo a quel momento con gratitudine, perché mi ha insegnato a dare il giusto peso alle opinioni, a distinguere tra chi ti sostiene davvero e chi lo fa solo fino a quando non gli dai fastidio. E soprattutto, mi ha fatto ancora più apprezzare l’affetto sincero che tante altre persone mi hanno dimostrato in quel passaggio delicato.

8. Qual è l’impasto che più ti rappresenta, e perché?

Credo che la mia ricetta di maggior successo, quella che in tanti collegano direttamente a me, sia Biancaneve, un grande lievitato senza canditi, adatto a qualsiasi periodo dell’anno e facilmente personalizzabile in mille modi.

Unisce tecnica e libertà: come tutti i grandi lievitati, richiede una gestione precisa del lievito madre, ma lascia spazio a chi la prepara di metterci del proprio, gustandola nella versione originale o adattandola ai propri gusti.

9. Se chiudi gli occhi e immagini il laboratorio tra cinque anni, cosa vedi?

Vedo esattamente quello che vedo ora, perché va bene lasciarsi ispirare da nuove idee, ma credo di aver finalmente trovato la mia sistemazione definitiva. Un posto che sento mio, costruito su misura per quello che faccio e per come lo faccio.

Anche perché, diciamolo… tra una quindicina d’anni vorrei iniziare a pensare alla pensione 😂

10. Cosa auguri a chi entra per la prima volta in questa community?

Che si percepisca subito lo spirito che la anima, un luogo in cui nessuno viene giudicato e dove l’obiettivo è far crescere tutti, indipendentemente dal fatto che si seguano o meno i corsi. Che ci si senta a proprio agio e ci si riconosca nei valori di amicizia, educazione, rispetto e solidarietà che la caratterizzano. E, infine, che si trovi qui uno spazio in cui imparare, sperimentare e vivere la passione per la panificazione in modo pieno e gratificante.


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