Pizza di formaggio marchigiana con lievito madre
La pizza di formaggio è un prodotto tipico di alcune regioni del centro Italia e viene preparata nel periodo pasquale da tutte le famiglie fin dai tempi antichi, ognuna con la propria ricetta.
Nelle Marche, per tradizione si mangia per la colazione del giorno di Pasqua accompagnata con salame e uova sode colorate assieme ai bambini, ma anche durante il pranzo assieme alla coratella di agnello, le cotolette col manico, i piconi, le olive ascolane e i cremini.
In zone diverse viene anche chiamata crescia di Pasqua o in altri modi, ma si tratta di prodotti abbastanza simili tra loro, accomunati da una presenza importante di formaggio grattugiato all’interno dell’impasto; alcune varianti prevedono anche l’inserimento di formaggio a cubetti.
Una volta veniva realizzata con lievito madre e si portava a cuocere nei forni, perché non tutti in casa ce l'avevano, poi in tempi più moderni si è iniziato a prepararla con un impasto diretto e grandi quantità di lievito di birra, necessario a far lievitare un impasto così ricco di grassi e di formaggio.
Quella che vi propongo è la mia rivisitazione di una ricetta tradizionale di Ascoli Piceno, che viene da sempre preparata dalla famiglia di Laura Bartolini; é grazie a lei che me l’ha gentilmente passata, che ho potuto capire le percentuali dei vari ingredienti, così da poterla rielaborare in chiave più moderna.
La mia ricetta si realizza a due impasti, con il vantaggio di poterla preparare con solo lievito madre, ottenendo un prodotto leggero, voluminoso e saporito.
Pianifica i tempi per non trovarti in difficoltà con gli orari
Questa è un’idea di massima dei tempi necessari e degli orari in cui potresti iniziare la preparazione:
Rinfresco lievito alle 14:30, primo impasto alle 17:00, secondo impasto alle 08:30, cottura alle 15:00.
Nelle Marche, per tradizione si mangia per la colazione del giorno di Pasqua accompagnata con salame e uova sode colorate assieme ai bambini, ma anche durante il pranzo assieme alla coratella di agnello, le cotolette col manico, i piconi, le olive ascolane e i cremini.
In zone diverse viene anche chiamata crescia di Pasqua o in altri modi, ma si tratta di prodotti abbastanza simili tra loro, accomunati da una presenza importante di formaggio grattugiato all’interno dell’impasto; alcune varianti prevedono anche l’inserimento di formaggio a cubetti.
Una volta veniva realizzata con lievito madre e si portava a cuocere nei forni, perché non tutti in casa ce l'avevano, poi in tempi più moderni si è iniziato a prepararla con un impasto diretto e grandi quantità di lievito di birra, necessario a far lievitare un impasto così ricco di grassi e di formaggio.
Quella che vi propongo è la mia rivisitazione di una ricetta tradizionale di Ascoli Piceno, che viene da sempre preparata dalla famiglia di Laura Bartolini; é grazie a lei che me l’ha gentilmente passata, che ho potuto capire le percentuali dei vari ingredienti, così da poterla rielaborare in chiave più moderna.
La mia ricetta si realizza a due impasti, con il vantaggio di poterla preparare con solo lievito madre, ottenendo un prodotto leggero, voluminoso e saporito.
Pianifica i tempi per non trovarti in difficoltà con gli orari
Questa è un’idea di massima dei tempi necessari e degli orari in cui potresti iniziare la preparazione:
Rinfresco lievito alle 14:30, primo impasto alle 17:00, secondo impasto alle 08:30, cottura alle 15:00.
Primo impasto
Ingredienti
Quantità
Farina per grandi lievitati
750 g
Uovo intero
300 g
Lievito madre
150 g
Latte
180 g
Tuorlo d'uovo
100 g
Zucchero semolato
50 g
Sale
15 g
Olio extravergine di oliva
80 g
Strutto
50 g
Secondo impasto
Ingredienti
Quantità
Farina W330-340
250 g
Latte - prima dose
160 g
Malto diastasico
7 g
Lievito compresso (facoltativo)
10 g
Sale
10 g
Pepe macinato
2 g
Strutto
50 g
Parmigiano grattugiato
220 g
Pecorino grattugiato
220 g
Latte - seconda dose
80 g
Totale
2.684 g
Per il procedimento completo e dettagliato, scarica la dispensa completa in formato PDF cliccando sul pulsante qui sotto.