Cronache lievitate dagli abissi: dalle profondità marine la colomba di Pasquale

Ci sono storie sorprendenti che prendono vita dalle mani di chi non rinuncia a coltivare la propria passione, tenace e silenziosa, ovunque si trovi. Quella che vi raccontiamo oggi è una di queste: la nascita di una colomba pasquale in un luogo così improbabile da sembrare quasi frutto d’immaginazione. Invece è accaduto davvero, 150 metri sotto il livello del mare, nel ventre d’acciaio di un sottomarino.
Il protagonista di questa piccola ma incredibile epopea è Pasquale, militare della Marina Italiana e cuoco a bordo insieme ad altri tre compagni di avventura.
«Sono un militare della Marina Italiana e sono imbarcato con altri tre cuochi a bordo di un sottomarino, e visto l’avvicinarsi del periodo pasquale quale miglior momento per provare a fare una colomba».
Una sfida che definire ardita è quasi un eufemismo. Gli strumenti a disposizione sono quanto di più spartano si possa immaginare: «Visti gli spazi ristretti abbiamo una piccola impastatrice casalinga, un forno statico del 1993 che non ha né termostato né display o vetro per vedere come sta andando, io ho usato un termometro a sonda che ho utilizzato per calibrare la temperatura del forno e poi la temperatura della colomba».
A complicare il tutto, un ambiente tutt’altro che stabile: variazioni di pressione durante le manovre, umidità elevatissima, e il mare in tempesta che rende impossibile persino pesare correttamente gli ingredienti.
«La temperatura è standard a 24°C. Se mi serviva più caldo accendevo una delle piastre elettriche e solo durante alcuni momenti della giornata, quando viene messo in moto il motore, la pressione varia e la lievitazione è più veloce. Purtroppo è molto umido e ho dovuto ridurre leggermente i liquidi. Per la cottura, quando viene messo in moto il motore, viene erogata più energia e il forno diventa incontrollabile e bisogna fare la guardia. Ma la difficoltà più grande è la bilancia: se trovi mare agitato come in questo periodo diventa impossibile pesare gli alimenti e allora aspettavo di scendere a 150 metri e pesare tutto dove il mare è tranquillo».
Eppure, con una pazienza certosina, dosando passione e ingegno, Pasquale è riuscito a portare a termine l’opera. Con un lievito madre solido, reso semisolido secondo la dispensa di Fabio Franco – “un compagno fedele, che mi segue a bordo e a casa, anche se al rientro va rinfrescato più volte perché impuzzolito di nafta” – ha dato vita alla sua creatura.
Non senza emozione: «Quando l’ho infornata, sembrava una sfida personale contro tutto l’oceano.»
Il risultato? Una colomba autentica, profumata, nata in uno degli ambienti più improbabili della terra.
«Siamo rimasti tutti stupiti. Eravamo lì, a tifare silenziosamente… e alla fine ce l’abbiamo fatta!»
«Sott’acqua, non risaliamo mai prima della fine delle attività, che possono durare settimane intere» spiega, infatti non è la prima volta che Pasquale si cimenta in imprese culinarie “estreme”: tra una mensa e l’altra, nei momenti di quiete relativa, riesce a sfornare pizze di mezzanotte per la squadra di guardia, cornetti sfogliati, pane e brioche con quello che l’equipaggio ha a disposizione – in un sistema rigorosamente razionato dove nulla si spreca, dalle uova al burro.
La panificazione per lui è tanto lavoro quanto valvola di sfogo:
«Durante i tempi morti, dove la mente potrebbe perdersi in pensieri di nostalgia, impastare taralli o grissini mi aiuta a sentirmi più vicino a casa», racconta. E fuori dal sottomarino, la passione continua: «Da quando sono entrato nel gruppo, sto scoprendo metodi e tecniche che stanno alimentando ancora di più questo amore per il lievito.»
Quando gli chiediamo qual è il momento che più ama, non ha dubbi:
«Quando devo metterla nel pirottino, mi piace maneggiare l’impasto e sentire l’impasto tra le mani e sperare che tutto sia andato bene.»
E così, tra il ruggito dei motori, le oscillazioni delle onde e il battito regolare delle profondità marine, una colomba è riuscita a nascere. Perché la passione vera non conosce né limiti né profondità.
(Condividiamo alcune foto della colomba realizzata da Pasquale, pubblicate con la sua gentile autorizzazione.)







