Pagnotta pasquale romagnola con idrobiga

La Pagnotta Pasquale è un dolce tipico della tradizione romagnola, profondamente legato alla cultura contadina delle vallate dell'entroterra, in particolare nelle zone di Cesena, Mercato Saraceno e Sarsina.
Nasce come pane dolce da preparare in occasione della Pasqua, quando ogni famiglia aspettava questo momento speciale per mettere le mani in pasta e dare vita a un impasto semplice ma ricco di significato. Ogni casa aveva la sua versione, con piccole variazioni, ma sempre con lo stesso spirito di condivisione.

L’impasto veniva preparato a partire da una base di pasta da pane già lievitata, alla quale si aggiungevano zucchero, farina, strutto, uova, liquore all’anice, scorza di limone e uvetta. Si usava anche un po’ di lievito di birra, ma non mancava mai un pezzo di pasta madre o un impasto avanzato dai giorni precedenti, custodito apposta per questa preparazione.
La lievitazione era lunga e naturale, favorita dal calore della casa. E dove non c’erano stufe o forni moderni, si ricorreva al famoso “prete”: una struttura in legno che si infilava nel letto e che conteneva braci ardenti. Un’invenzione rustica che serviva per scaldare le coperte… ma anche per far lievitare al caldo l’impasto, coperto con amore da strofinacci e coperte pesanti.

Una volta ben cresciuta, la pagnotta veniva spennellata con uovo sbattuto, incisa in superficie con un taglio a croce e poi infornata fino a doratura. Era un dolce generoso, spesso pesante anche un chilo o più, con la classica forma a cupola che ne raccontava la lievitazione lenta e rispettosa dei tempi della natura.

La mattina di Pasqua, la pagnotta era protagonista della colazione, servita con uova sode benedette e salame. Quel contrasto tra dolce e salato era il modo più sincero e autentico di festeggiare la fine della Quaresima.

Oggi, la Pagnotta Pasquale è riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale dell’Emilia-Romagna. A Sarsina, ogni anno, le due domeniche prima di Pasqua si celebra con una sagra dedicata, dove è possibile assaggiare diverse versioni di questo dolce e respirare l’aria genuina delle tradizioni che resistono al tempo. È una di quelle ricette che parlano di casa, di mani infarinate, di profumi che riempiono la cucina e di gesti antichi che ancora oggi riescono a emozionare.

In questa dispensa vedremo una rivisitazione in chiave moderna di questo prodotto, che permette di ottenere una maggiore sofficità rispetto alla versione originale, utilizzando l’idrobiga e mantenendo intatto il legame con la tradizione.
24 ore prima prepara l’idrobiga con:
Ingredienti
Quantità
Farina W300 - W330
1.000 g
Uovo intero
500 g
Latte intero UHT
415 g
Lievito compresso (lievito di birra fresco)
10 g
Impasta l'idrobiga con:
Ingredienti
Quantità
Farina W280 - W300
650 g
Lievito compresso (lievito di birra fresco)
50 g
Zucchero
200 g
Miele
50 g
Burro
330 g
Semi di anice
50 g
Sale
33 g
Uvetta ammollata
600 g
Liquore all’anice per uvetta
200 g
Scorza di arancia grattugiata
25 g
Scorza di limone grattugiata
25 g
Totale
4.138 g
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